
Nell'interpello 189/2026 dell'Agenzia Entrate sciolti i dubbi sul trattamento fiscale
I buoni carburante e i buoni spesa riconosciuti ai lavoratori che prestano ordinariamente servizio la domenica possono beneficiare dell’esenzione fiscale e contributiva prevista per i fringe benefit, nel rispetto dei limiti stabiliti dalla normativa vigente. A chiarirlo è l’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 189/2026, relativa al trattamento fiscale di un piano di welfare aziendale destinato ai dipendenti impiegati in servizi pubblici essenziali attivi sette giorni su sette. La richiesta viene formulata da società che ha previsto un piano di welfare per il biennio 2026-2027 basato sull’erogazione mensile di buoni carburante e voucher spesa, differenziati in base alla frequenza del lavoro domenicale richiesta dalle diverse unità organizzative. L’obiettivo è sostenere i dipendenti impegnati in attività che possono incidere sulla conciliazione tra vita privata e professionale, senza collegare i benefici alla produttività o ai risultati individuali. Secondo l’Amministrazione finanziaria, i buoni rientrano nella disciplina dei fringe benefit prevista dall’articolo 51, commi 3 e 3-bis, del Tuir, purché non costituiscano un corrispettivo della prestazione lavorativa o un premio di risultato e siano rispettate le condizioni previste dalla legge. L’Agenzia ricorda inoltre che in base alla legge di Bilancio 2025 (L. n. 207/2024) per il triennio 2025-2027, la soglia di esenzione è fissata a 1.000 euro annui per la generalità dei dipendenti, elevata a 2.000 euro per quelli con figli fiscalmente a carico. Ai fini del rispetto del limite occorre considerare il valore complessivo dei fringe benefit riconosciuti al lavoratore nel periodo d’imposta. In caso di superamento della soglia, l’intero importo diventa imponibile.
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